MOMENTOLOGY esplora l’attimo tra le righe.
Caroline Simon si muove tra umorismo e poesia, tra l’atteso e il sorprendente, tra corpo e linguaggio, tra il certo e il possibile. Crea la performance dal vivo davanti al pubblico.
In MOMENTOLOGY solo la durata e gli artisti coinvolti (danza, performance, suono e luce) sono stabiliti in anticipo. I temi e la “drammaturgia” emergono durante la performance. Attraverso l’interazione con la musica, selezionata in tempo reale da Silke Z., e con le luci disegnate dal vivo da Garlef Keßler, Caroline Simon mira a creare un pezzo “compiuto”. Ogni sera l’interprete cerca un filo conduttore che porti avanti la performance.
Attraverso la danza, il movimento ma anche il linguaggio parlato (possibile in tedesco, inglese, francese, spagnolo o olandese), si crea una narrazione (per lo più “non lineare”). Umorismo, poesia, fisicità e sensibilità sono parametri fondamentali della serata.
Il pubblico assiste alla ricerca, alla scoperta, ed è indirettamente coinvolto nella performance attraverso la propria presenza. L’atmosfera della sala, le (piccole) reazioni del pubblico, lo spazio… sono tutti elementi che giocano un ruolo nella percezione della danzatrice e che hanno il potenziale di influenzare l’azione in scena.
MOMENTOLOGY, per quanto diversa possa essere ed è ogni sera, tematizza intrinsecamente la fragilità e al contempo la forza del “qui e ora”.
PERCHÉ L’IMPROVVISAZIONE?
In un’epoca di produzione di massa, di offerte di mercato sempre più standardizzate, riproducibili e consumabili, l’improvvisazione in scena rivendica consapevolmente il non pianificato, l’irripetibile, l’imprevedibile e lo spontaneo — una forma di arte performativa che sfida la logica del mercato liberale. L’improvvisazione nella danza rappresenta l’unicità del momento.
Inoltre, l’improvvisazione in scena è una forma d’arte estremamente rilevante, poiché incorpora valori e principi democratici, collegando l’arte performativa alla nostra vita quotidiana e alle questioni politiche e sociali: decisioni, conseguenze, comunicazione, percezione, lasciar andare, inibizione, empatia, spontaneità, flessibilità mentale, fallimento… Dove trovano ancora spazio questi aspetti e valori umani fondamentali in un mondo sempre più orientato al controllo e all’efficienza?
L’improvvisazione come forma d’arte performativa in sé è purtroppo (ancora) sottorappresentata nel panorama delle arti performative e quindi poco conosciuta. Con il progetto MOMENTOLOGY, Caroline Simon vuole contribuire, nei limiti delle sue possibilità, alla visibilità e all’accessibilità di questo ambito.